Videoart Yearbook. L’annuario della videoarte italiana | XVIII edizione

Anche quest’anno si terrà il tradizionale Videoart Yearbook,
il 15 maggio alle ore 17.30, presso l’Auditorium del DAMSLab, Piazza
P.P. Pasolini 5/B, Bologna. Una selezione di sedici video, di cui sei
provenienti dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, su
segnalazione di Piero Deggiovanni. Accanto a lui, a fare la selezione, hanno provveduto Pasquale Fameli e Silvia Grandi, con la supervisione di Renato Barilli.
La madrina di questa edizione è Vera Fortunati, ex Direttrice del
Dipartimento delle Arti Visive nel 2006, quando la rassegna ha avuto il
suo avvio, e studiosa attiva da diversi anni nell’attività culturale a
favore delle donne artiste. Come ogni anno, la selezione punta sulla
varietà dei linguaggi, evidenziando stavolta l’impiego ormai diffuso
dell’intelligenza artificiale per la realizzazione di immagini
sintetiche o la rielaborazione di quelle realistiche. Accanto a questi
risultati, si riconfermano tecniche già acquisite, dall’animazione
digitale alla performance, recuperando in molti casi soluzioni già
codificate nella storia dell’arte contemporanea, ma ancora talmente
fertili da rinnovarsi in ulteriori forme.
PIERO
DEGGIOVANNI: «Si conferma la divaricazione tra videoarte e arte dei
nuovi media. La prima si rivolge al tradizionale rapporto tra
dispositivo e corpo scegliendo piuttosto di privilegiare l’azione
performativa alla post-produzione. Per contro l’arte dei nuovi media
affronta l’AI quale nuovo orizzonte della sperimentazione digitale
offrendo scenari sempre più “barocchi”».
PASQUALE
FAMELI: «Il video si riconferma come spazio dalla massima flessibilità.
L’evidente interesse di molti artisti per le possibilità creative
dell’intelligenza artificiale non sovverte affatto quello per approcci e
linguaggi già acquisiti. Questo nuovo strumento velocizza forse i
processi di produzione, ma i suoi risultati si dimostrano perfettamente
compatibili con quelli già raggiunti con altri mezzi. Non si tratta
perciò di una rivoluzione, di un cambiamento radicale, ma di un
ampliamento svolto nel segno della continuità e della molteplicità».
SILVIA
GRANDI: «In questa edizione si è deciso di inserire una sezione
dedicata ai giovani talenti, con sei lavori che affrontano il mezzo
video con diverse modalità operative, tecniche e stilistiche,
confermando come sia ancora vivace e attenta la ricerca in questo
settore. La “storia” del mezzo nelle sue varie fasi viene ripercorsa
inserendo rimandi espliciti o rielaborazioni di effetti che appartengono
agli albori della videoarte, oppure richiamando azioni in puro stile
concettuale-comportamentista, o addirittura giocando tautologicamente
sul significato del titolo, senza dimenticare in qualche caso una certa
dose di ironia e di giocosa irrisione dei luoghi comuni del nostro
tempo».
